Porta Borsari
GPS : 45°26'30.87924"N, 10°59'36.16692"E
ID: 7482
Porta Borsari è una porta di epoca romana giunta sino ai nostri giorni in un mirabile stato di conservazione. Era il principale ingresso cittadino, da cui entrava a Verona la Via Postumia, che entro le mura diveniva il Decumano Massimo. Il nome attuale ha origine bassomedioevale e deriva dai 'bursarii', i funzionari doganali che in questo punto riscuotevano i dazi vescovili. In epoca romana era Porta Iovia, nome che le veniva dalla presenza nelle vicinanze di un tempio dedicato a Giove Lustrale. Fu costruita verso la metà del I secolo d.C. e presenta le caratteristiche tipiche dell'architettura del primo impero, con una struttura articolata su tre livelli. In origine era un edificio con corte centrale e doppi passaggi nelle facciate, di cui è rimasta solamente la facciata esterna in calcare bianco locale. Nel livello più basso si aprono due fornici ad arco a tutto sesto, inquadrati ciascuno da due semicolonne con capitelli corinzi, che sorreggono trabeazione e frontone. Al di sopra la parete della porta è articolata su due livelli sovrapposti, scanditi da finestre arcuate, alcune delle quali inserite in piccole edicole con frontone triangolare. Da notare l'iscrizione posta nell'architrave sopra i fornici, voluta dall'imperatore Gallieno per ricordare i lavori di ripristino ed ampliamento della cinta muraria urbana, effettuati tra il 3 aprile ed il 4 dicembre del 265.