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Italia > Verona > Arena di Verona

GPS : 45°26'21.19776"N, 10°59'41.73828"E

ID: 7467

L'Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona. La mancanza di fonti scritte circa l'inaugurazione dell'anfiteatro rende difficile una cronologia sicura, ma è certo che non può essere stato costruito dopo il I secolo. Venne utilizzato per i giochi gladiatori e, probabilmente, anche per il martirio dei cristiani, e si ipotizza che qui vennero martirizzati i santi Fermo e Rustico nel 304. Con l'affermazione del Cristianesimo vi fu l'abbandono dei giochi gladiatori, e l'inefficienza degli organismi pubblici nella conservazione del monumento ne causò l’abbandono. Ai Goti di Teodorico si deve il primo restauro dell'anfiteatro veronese e l'organizzazione di alcuni spettacoli, da cui derivano le diverse cronache medievali che attribuiscono a Teodorico la costruzione dell'Arena: Nel 1278 furono arsi sul rogo all'interno dell'Arena per volontà di Alberto I della Scala quasi 200 eretici patarini, e fu sempre Alberto I della Scala a introdurre alcune regole sull'utilizzo dell'anfiteatro, stabilendo che le prostitute potevano abitare esclusivamente nell'Arena. Vi furono comunque delle eccezioni, come nel 1382, quando si tennero al suo interno 25 giorni di festa e con giostre e spettacoli per le nozze di Antonio della Scala con Samaritana da Polenta. Nel 1337 la città si trovava in debito per via di una guerra contro una lega antiveronese, così il Comune, con il consenso di Mastino II della Scala, cedeva all'Università dei Cittadini (così venne chiamato il consorzio di creditori del Comune) i redditi derivanti dall'affitto dell'Arena (il monumento sarebbe stato riscattato completamente solo nel 1586). A metà del XVI secolo Bra, la grande piazza su cui si affaccia l'Arena, cominciò un lento processo di rinnovamento, così nel 1568 si deliberò un nuovo restauro dell'anfiteatro, anche se i lavori furono interrotti più volte nel corso dei secoli XVI, XVII e XVIII per la pestilenza o per mancanza di fondi. Nel 1600 e 1700 si tennero all'interno varie grandi 'Giostra della quintana', con la partecipazione di cavalieri provenienti anche dalla Svezia. Il 20 novembre 1716 si tenne nell'Arena l'ultima giostra, in onore del principe elettore di Baviera. Successivamente, l'Arena fu utilizzata per spettacoli di comici e ballerini, anche se la forma più gradita di spettacolo era la caccia dei tori, in cui un toro si misurava con dei cani addestrati da macellai. La caccia dei tori era molto popolare, ed anche Napoleone Bonaparte la ammirò il 15 giugno del 1805. Il 24 novembre 1822, conclusosi il congresso di Verona, si tenne nell'Arena una grande coreografia con preludio lirico. Il testo, intitolato La Santa Alleanza, fu opera di Gaetano Rossini mentre la musica venne composta da Gioachino Rossini, che diresse la sua esecuzione. Nell'Ottocento furono molto apprezzate la gare di equitazione e le gare velocipedistiche, gli spettacoli di ascensione con aerostato, gli esercizi ginnici acrobatici, la commedia e il gioco della tombola: le più celebri quella del 1838 a cui partecipò anche l'imperatore Ferdinando I, e quella del 1857 a cui partecipò l'imperatore Francesco Giuseppe, che assistette al popolarissimo spettacolo con l'estrazione della tombola e dell'albero della cuccagna. La prima stagione lirica si ebbe però nel 1856 quando furono eseguiti Il Casino di Campagna e La fanciulla di Gand di Pietro Lenotti e Le convenienza teatrali e I pazzi per progetto di Gaetano Donizetti. Gli spettacoli più di successo nel primo decennio del Novecento fino all'Aida del 1913, che aprì ufficialmente la stagione lirica in Arena, furono gli spettacoli circensi. Dal 1913 l'anfiteatro veronese divenne il più grande teatro lirico all'aperto del mondo e, con tale utilizzazione, venne così salvata l'esigenza di conservare il carattere di ambiente per spettacoli popolari, tutelando allo stesso tempo la dignità del monumento.

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