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Colonna Traiana

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Colonna Traiana

Italia > Roma

Kategorie : Patrimonio dell'Umanità UNESCO

GPS : 41°53'45.24252"N, 12°29'2.76108"E

ID: 5826

La Colonna traiana fu innalzata nell'anno 113 per celebrare la conquista della Dacia da parte dell'imperatore Traiano. Si tratta della prima colonna coclide mai realizzata, decorata con un lungo fregio spiraliforme che si avvolge dal basso verso l'alto su tutto il fusto della colonna, descrivendo le guerre di Dacia (101-106). In alto si trovava una statua bronzea di Traiano. Era collocata nel Foro di Traiano, in un cortile alle spalle della Basilica Ulpia. Una lettura veloce è possibile anche senza girare intorno al fusto della colonna per seguire l'intero racconto, ma seguendo le scene secondo un ordine verticale, dato che la loro sovrapposizione nelle diverse spire segue una logica coerente. La Colonna rimase in piedi anche dopo la rovina degli altri edifici del complesso traianeo e le fu sempre attribuita grande importanza: un documento del Senato medioevale del 1162 ne stabiliva la proprietà pubblica e ne proibiva il danneggiamento. Sotto papa Sisto V, nel 1588, si pose sulla sommità del fusto la statua in bronzo di S.Pietro. La colonna è alta 100 piedi romani (pari a 29,78 metri, 40,50 metri se si include il piedistallo e la statua alla sommità), ed è costituita da 19 colossali blocchi in marmo, ciascuno dei quali pesa circa 40 tonnellate ed ha un diametro di 3,83 metri. Alla base si trova la porta che conduce alla cella interna al basamento, dove vennero collocate le ceneri di Traiano e dove comincia una scala a chiocciola di 185 scalini che porta alla sommità. I 200 metri del fregio istoriato si arrotolano a spirale intorno al fusto per 23 volte, e recano circa 100-150 scene (a seconda di come si intervallano) animate da circa 2500 figure. L'altezza del fregio cresce con l'altezza, da 0,90 a 1,25 metri, in maniera da correggere la deformazione prospettica verso l'alto. La realizzazione del monumento richiese una tecnica complessa e una avanzata organizzazione e coordinamento tra le maestranze che lavoravano all'opera. Si trattava infatti di sovrapporre blocchi di marmo del peso di circa 40 tonnellate e di farli combaciare perfettamente, tenendo conto sia dei rilievi, probabilmente già sbozzati, sia della scala a chiocciola interna, che doveva già essere stata scavata nei blocchi prima della collocazione. La grande qualità del rilievo ha fatto attribuire le sculture ad un ignoto "Maestro delle Imprese di Traiano", a cui forse si deve anche il cosiddetto "Grande fregio di Traiano" le cui lastre sono reimpiegate sull'Arco di Costantino. La colonna Traiana fece da modello alla Colonna di Marco Aurelio, sempre a Roma, eretta circa ottant'anni dopo (180-193). Ne seguirono poi numerose altre a Costantinopoli al tempo degli imperatori Teodosio I, Arcadio e Giustiniano I, ed altre più recenti, al tempo di Napoleone I (la Colonna Vendome).

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