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Collegio del Cambio

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Collegio del Cambio

Italia > Perugia > Palazzo dei Priori Perugia

GPS : 43°6'42.11352"N, 12°23'18.96108"E

ID: 7163

La Sala delle Udienze del Collegio del Cambio a Perugia era il salone principale della sede dell'Arte del Cambio locale. Si tratta di un salone monumentale famoso soprattutto per gli affreschi dipinti da Pietro Vannucci detto il Perugino (1496-1500) all'apice della sua carriera. Si tratta del capolavoro dell'artista e uno dei massimi traguardi della pittura italiana alle soglie del XVI secolo. Gli arredi lignei interni sono di Domenico del Tasso (1491-1500) le imposte lignee di Antonio Bencivenni (1501). La decorazione della sala è complessa, quella delle lunette ruota attorno alle quattro Virtù cardinali, incarnate in una serie di figure esemplari dell'antichità, e delle tre Virtù teologali, a cui fanno riferimento i tre episodi della vita di Cristo. Alla parete destra si trova la figura di Catone, simbolo di saggezza. Nella prima lunetta la Prudenza e Giustizia sopra sei savi antichi. Sul pilastro divisorio si trova l'Autoritratto di Perugino con l'iscrizione dedicatoria. La seconda lunetta presenta la Fortezza e Temperanza sopra sei eroi antichi. La parete di fondo ha le lunette della Trasfigurazione e della Natività. Sulla parete destra Dio Padre in gloria tra angeli e cherubini sopra un gruppo con profeti e sibille''. Il pilastro successivo contiene una cartella con la data di completamento dell'impresa: "Anno Salut. MD". La volta si articola su sei spicchi triangolari che circondano la vela centrale; in ciascuno di essi si trova la personificazione di un Dio/Pianeta legato ai segni zodiacali e raffigurato su un carro trionfale: Saturno, Giove e Marte al di sopra della parete di fondo, Apollo/Sole al centro, Mercurio, Diana/Luna e Venere sopra la parete della finestra. La decorazione prosegue poi con lunette che occupano la metà superiore delle pareti. La Trasfigurazione simboleggiava la virtù della Fede, la Natività è un'allegoria della Carità, l'Eterno tra angeli sopra un gruppo con profeti e sibille è la allegoria della Speranza. Vi sono poi la lunetta con Prudenza e Giustizia sopra sei savi antichi, la Fortezza e Temperanza sopra sei eroi antichi ove risaltano la ricchezza delle decorazioni delle armature e delle vesti. Su un pilastro della parete sinistra si trova il celebre autoritratto del pittore Perugino, e l'iscrizione: PETRUS PERUSINUS EGREGIUS / PICTOR / PERDITA SI FUERAT PINGENDI / HIC RETTULIT ARTEM / SI NUSQUAM INVENTA EST / HACTENUS IPSE DEDIT, cioè "Pietro perugino, pittore insigne. Se era stata smarrita l'arte della pittura, egli la ritrovò. Se non era ancora stata inventata egli la portò fino a questo punto", segno del compiacimento del Perugino per la fama raggiunta.

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