Porta Venezia
GPS : 45°28'27.63876"N, 9°12'18.495"E
ID: 7265
Porta Venezia, nome acquisito solo nel 1860, è una delle porte storiche della città di Milano. Prima era chiamata Porta Orientale ovvero Porta Renza o Argentea. Fu la prima a essere restaurata da Giuseppe Piermarini, che progettò dal 1782 la trasformazione della porta in stile neoclassico e la sistemazione del terrapieno dei Bastioni. La porta Argentea risaliva alla cinta romana: era rivolta verso Argentiacum e Argentia, rispettivamente le odierne Crescenzago e Gorgonzola e da qui il nome. Anche l'appellativo Renza è una corruzione popolare di argentia. Essa sorgeva nello spazio dell'odierna piazza San Babila e metteva in comunicazione la città con la Brianza orientale e la strada di Bergamo. Nelle mura medievali essa era collocata all'incrocio dell'attuale corso Venezia con le vie Senato e San Damiano, sulla fossa difensiva oggi Cerchia dei Navigli e si apriva naturalmente nella medesima direzione. L'attuale porta, architettonicamente diversa, sorge dov'era collocata nel seicento lungo le mura spagnole- Secondo le cronache seicentesche, un certo Pietro Antonio Lovato, dopo aver abbandonato l'esercito dei Lanzichenecchi, entrò a Milano per questa porta con vestiti ed averi infetti per la peste: da questi si sarebbe diffusa la terribile epidemia del 1630. Da questa porta inoltre Renzo Tramaglino compie il suo ingresso a Milano nei Promessi Sposi. Già all'epoca della peste Manzoniana la porta aveva perso la sua originaria funzione difensiva e veniva usata per i controlli daziari. Nel successivo periodo napoleonico, il governo del Melzi d'Eril pianificò un generale rifacimento delle porte di ingresso in Milano, previa demolizione di quelle spagnole e l'alberatura dei bastioni. I Caselli Daziari di porta Venezia, vennero realizzati tra il 1827 ed il 1828 su progetto dell'architetto Rodolfo Vantini. Nel 1833 vennero collocate le statue e i rilievi che dettero all'opera il suo aspetto definitivo. Nel 1860 venne ribattezzata porta Venezia, in nome della città rimasta austriaca dopo la seconda guerra d'indipendenza (1859) e nel 1882 la grande piazza, su cui sboccano ben otto strade, venne intitolata a Guglielmo Oberdan, l'irredentista giuliano impiccato dagli austriaci. Porta Orientale identificava anche uno dei sei rioni storici in cui era divisa la città.